US Trevignano Safeguarding

Responsabile safeguarding PARIN DIEGO CELL 347 0303117

ASD US TREVIGNANO – VIA CAVOUR 17 – 31040 TREVIGNANO  TV                   P.IVA 01996090260

 

MODULO SAFEGUARDING ADOTTATO

 

INDICE

 

Art. 1 Finalità

 

Art. 2 Destinatari

 

Art. 3 Comportamenti e condotte rilevanti

 

Art. 4 Principi e Comportamenti da tenere

 

Art. 5 Tutela dei minori

 

Art. 6 Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni

 

Art. 7 Misure Preventive e Gestione del Rischio

 

Art. 8 Misure di Contrasto

 

Art. 9 Responsabilità

 

Art. 10 Monitoraggio risultati

 

Art. 11 Pubblicità e diffusione politiche Safeguarding

 

Art. 12 Riservatezza e privacy

 

Art. 13 Ritorsioni

 

Art. 14 Norme Finali/Transitorie

 

 

 

Art.1 Finalità

 

Il presente Regolamento è stato redatto in conformità alle disposizioni di cui al D.lgs. n. 36/2021

 

e al D.lgs. n. 39/2021, nonché alle disposizioni emanate in materia dalla Giunta Nazionale del

 

CONI, per le politiche di Safeguarding, al fine di contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione e disciplinare le misure per assicurarne il rispetto, con particolare riguardo alla tutela dei minori.

 

Art.2 Destinatari

 

Sono tenuti al rispetto del seguente regolamento tutti i Tesserati, Dirigenti, Dipendenti,

 

Collaboratori e tutti coloro che, a qualsiasi titolo, intrattengono rapporti con l’Associazione.

 

Art.3 Comportamenti e condotte rilevanti

 

Costituiscono comportamenti rilevanti ai fini del presente Regolamento:

 

a) l’abuso psicologico;

 

b) l’abuso fisico;

 

c) la molestia sessuale;

 

d) l’abuso sessuale;

 

e) la negligenza;

 

f) l’incuria;

 

g) l’abuso di matrice religiosa;

 

h) il bullismo, il cyberbullismo;

 

i) i comportamenti discriminatori.

 

Ai fini del presente articolo, si intendono:

 

• per “abuso psicologico” qualsiasi atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il

 

confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere

 

negativamente sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o

 

alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali;

 

• per “abuso fisico”, qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni,

 

percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o

 

potenziale di causare, direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni

 

fisiche o che danneggi lo sviluppo psico-fisico del minore tanto da compromettergli una sana

 

e serena crescita. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un tesserato a svolgere (al fine

 

di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata, come il somministrare

 

carichi di allenamento inadeguati in base all’età, genere, struttura e capacità fisica oppure

 

forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti nonché nell’uso

 

improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. In quest’ambito rientrano anche

 

quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da

 

norme vigenti e le pratiche di doping;

 

• per “molestia sessuale”, qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di

 

natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti una grave noia, fastidio o

 

disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nell’assumere un linguaggio del

 

corpo inappropriato, nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché

 

richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate,

 

messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con

 

effetto intimidatorio, degradante o umiliante;

 

• per “abuso sessuale”, qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione

 

sessuale, senza contatto, o con contatto e considerata non desiderata, o il cui consenso è

 

costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel costringere un Tesserato a

 

porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare il Tesserato in

 

condizioni e contesti non appropriati

 

• per “negligenza”, il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato,

 

anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli

 

eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al presente documento, omette di

 

intervenire causando un danno, permettendo che venga causato un danno o creando un

 

pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse,

 

ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del tesserato;

 

• per “incuria”, la mancata soddisfazione delle necessità fondamentali a livello fisico,

 

medico, educativo ed emotivo;

 

• per “abuso di matrice religiosa”, l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del

 

diritto si professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico,

 

il culto purché non si ratti di riti contrari al buon costume;

 

• per “bullismo/cyberbullismo”, qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che

 

un singolo individuo o più soggetti, possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social

 

network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso

 

del tempo, ai danni di uno o più tesserati con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul

 

tesserato. Possono anche consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione

 

ripetuti e atti ad intimidire o turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio,

 

insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto

 

fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie

 

infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla

 

vittima);

 

• per “comportamenti discriminatori”, qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire

 

un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status social-

 

economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali,

 

disabilità, età o orientamento sessuale.

 

Le condotte rilevanti possono essere tenute in ogni forma e/o modalità, ivi comprese:

 

• di persona

 

• tramite ausili informatici (social network, web, e-mail, messaggi, etc).

 

Art.4 Principi e comportamenti da tenere

 

I Soggetti di cui all’art. 2 sono tenuti al rispetto dei seguenti principi e comportamenti:

 

- uguaglianza e tutela della libertà, della dignità e dell’inviolabilità della persona;

 

- attenzione e impegno a garantire uguali condizioni, senza distinzioni di età, etnia, condizione

 

sociale, opinione politica, convinzione religiosa, genere, orientamento sessuale, disabilità e

 

altro;

 

- attenzione ad eventuali situazioni di disagio, percepite o conosciute anche indirettamente,

 

con particolare riguardo a soggetti minorenni;

 

- segnalazione di ogni circostanza di interesse, agli esercenti la responsabilità genitoriale o

 

tutoria ovvero ai soggetti preposti alla vigilanza;

 

- confronto con il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o direttamente con il

 

Safeguarding Officer del CONI, ove si abbia il sospetto che possano essere attuate condotte

 

rilevanti ai sensi del presente Regolamento;

 

- svolgimento dell’attività sportiva nel rispetto dello sviluppo fisico, sportivo ed emotivo del

 

Tesserato, tenendo in considerazione anche interessi e bisogni dello stesso;

 

- autorizzazione degli esercenti la responsabilità genitoriale in caso di Tesserati minorenni, da

 

conservare nei termini di legge, qualora siano programmate sedute di allenamento singole e/o

 

in orari in cui gli impianti e gli spazi utilizzati per l’attività sportiva non sia usualmente

 

frequentata e/o nelle trasferte;

 

- prevenzione, durante gli allenamenti e in gara, di tutti i comportamenti e le condotte sopra

 

descritti con azioni di sensibilizzazione e controllo;

 

- sensibilizzazione ai fruitori dello spazio in cui si sta svolgendo l’attività sportiva, che gli

 

apprezzamenti, i commenti e le valutazioni che non siano strettamente inerenti alla

 

prestazione sportiva e compresi tra quelli indicati dal presente Regolamento, possono essere

 

lesivi della dignità, del decoro della persona;

 

- favorire la rappresentanza paritaria di genere.

 

Art.5 Tutela dei minori

 

I soggetti chiamati a svolgere attività dirette con minori, a prescindere dalla forma e dal tipo di

 

rapporto di lavoro e collaborazione intrattenuta, sono tenuti a richiedere copia del casellario

 

giudiziario.

 

Art.6 Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni

 

Con lo scopo di prevenire e contrastare gli abusi, le violenze e le discriminazioni, in linea con le

 

vigenti disposizioni, è nominato un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni.

 

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni è competente altresì per la verifica di

 

situazioni di pericolo o abusi in corso, nel rispetto delle competenze della Giustizia Sportiva,

 

nonché per le azioni di prevenzione.

 

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni è nominato da Assemblea dei Soci,

 

scelto tra Professionisti, Dirigenti, Sportivi, Soci che si siano contraddistinti per la loro

 

professionalità, principi etici e che:

 

• Non abbia riportato condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene

 

detentive superiori ad un anno, ovvero a pene che comportino l’interdizione dai pubblici uffici

 

superiore ad un anno;

 

• Non abbia riportato, nell’ultimo decennio, squalifiche o inibizioni sportive definitive

 

complessivamente superiori ad un anno, fatti salvi i casi di riabilitazione da parte delle

 

Federazioni Sportive Nazionali, delle Discipline Sportive Associate e degli Enti di Promozione

 

Sportiva, del CONI o di Organismi Sportivi Internazionali riconosciuti;

 

• Non abbia subito una sanzione a seguito dell’accertamento di una violazione delle

 

Norme Sportive Antidoping del CONI;

 

• Non abbia in essere controversie giudiziarie contro l’Ente, il CONI o con le Federazioni

 

Sportive Nazionali o contro altri Organismi riconosciuti dal CONI stesso.

 

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni nell’espletamento delle sue funzioni,

 

si occupa in particolare di:

 

- vigilare sull’adozione e sull’aggiornamento dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività

 

sportiva, nonché dei codici di condotta, segnalando le violazioni dei predetti obblighi e

 

eventuali condotte rilevanti, al Safeguarding Officer del CONI;

 

- adottare le opportune iniziative per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e

 

discriminazione;

 

- svolgere ogni altra funzione eventualmente attribuita da Assemblea Dei Soci ;

 

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni dura in carica quattro anni e non può

 

essere revocato e/o sostituito se non per giusta causa.

 

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni ha la facoltà di avvalersi di esperti

 

scelti in collaborazione con il Legale Rappresentante, le cui competenze siano opportune o

 

necessarie in relazione a singole azioni o procedimenti.

 

Art.7 Misure Preventive e Gestione del Rischio

 

Allo scopo di prevenire ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui tesserati, specie se

 

minori, è obbligatoria la partecipazione al Tavolo Permanente ENDAS coordinato dal

 

Safeguarding Officer ENDAS e composto dal Responsabile contro abusi, violenze e

 

discriminazioni.

 

Le attività di prevenzione contro illeciti e irregolarità, hanno l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli

 

per il benessere dell’atleta e ogni forma di discriminazione, con progetti ad-hoc, a titolo

 

esemplificativo: progetti formativi calendarizzati, campagne di sensibilizzazione e ogni altra

 

attività si renda necessaria allo scopo, anche su proposte pervenute dai tesserati su email

 

dedicata taccopuntafirenze@gmail.com.

 

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, dovrà assicurarsi che all’interno della

 

propria struttura sia in vigore un modello organizzativo performante per l’attività

 

dell’Associativa, prevedendo quanto necessario per l’attuazione delle procedure (esempio:

 

procedura accesso ai locali degli allenamenti dove è previsto un contatto fisico, procedure per

 

viaggi, trasferte e manifestazioni sportive, eventuali convenzioni con medici sportivi e psicologi

 

per la cura dei minori).

 

Art.8 Misure di Contrasto

 

Tutti i soggetti coinvolti a diverso titolo nelle attività dell’Associazione che vengono a

 

conoscenza di comportamenti rilevanti, sono tenuti a segnalare tempestivamente al

 

Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, inoltrando comunicazione.

 

Ǫuest’ultimo deve comunicare tempestivamente al Safeguarding Officer

 

nelle modalità previste dalla Procedura per le segnalazioni di illeciti e irregolarità.

 

L’ ASD US Trevignano garantisce la riservatezza del Segnalante, fatto salvo nei casi in

 

cui sia evidente e comprovata la responsabilità dello stesso per reati di calunnia e/o

 

diffamazione.

 

In caso di procedimento disciplinare a seguito di accertata violazione, lo stesso si svolgerà

 

nelle modalità e nei termini previsti dal Regolamento di Giustizia e nel rispetto della normativa

 

vigente.

 

Art.9 Responsabilità

 

Il mancato adeguamento agli obblighi di cui al presente Regolamento ovvero la dichiarazione

 

non veritiera rispetto ai predetti obblighi, costituisce violazione dei doveri di lealtà, probità e

 

correttezza, ai sensi del Regolamento di Giustizia.

 

Art. 10 Monitoraggio risultati

 

Al fine di rendere performante il presente Regolamento, su input della relazione semestrale

 

redatta dal Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, la Assemblea dei Soci

 

provvederà a valutare che le politiche messe in atto siano in linea con gli obiettivi prefissati e

 

apporrà gli eventuali correttivi e/o integrazioni necessarie proposte dal Responsabile.

 

Art.11 Pubblicità e diffusione politiche Safeguarding

 

La diffusione del seguente Regolamento è obbligatoria e deve essere effettuata con tutti i mezzi

 

(informatici, affissione, messa a disposizione).

 

La mancata pubblicità del Regolamento e suo materiale correlato, costituisce illecito e deve

 

essere segnalato al Safeguarding Officer.

 

Art.12 Riservatezza e privacy

 

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni è tenuto agli obblighi di riservatezza

 

previsti dal Regolamento del Safeguarding. L’identità del segnalante non può essere rivelata a

 

persone diverse da quelle competenti a ricevere o a dare seguito alle segnalazioni. La

 

protezione riguarda non solo il nominativo del segnalante ma anche tutti gli elementi della

 

segnalazione dai quali si possa ricavare, anche indirettamente, l’identificazione del segnalante

 

e dei soggetti coinvolti. Le documentazioni relative alle segnalazioni devono essere conservate

 

nel rispetto del GDPR 2016/679 e conservate per il tempo necessario al trattamento della

 

segnalazione e comunque non oltre 5 anni a decorrere dalla data di comunicazione dell’esito

 

finale della segnalazione.

 

Art.13 Ritorsioni

 

Costituisce violazione al presente Regolamento, al Codice di Condotta, qualsiasi

 

comportamento, atto od omissione, anche solo tentato e/o minacciato, con volontà di

 

provocare danno ingiusto alla persona segnalante, in relazione alla segnalazione presentata,

 

punibile ai sensi dei Regolamenti interni dell’ENDAS.

 

Art.14 Norme finali/Transitorie

 

Entro il 31 Dicembre 2024 è adottato il Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva

 

nonché il Codice di Condotta, conformi alle Linee Guida predisposte dal CONI.

 

Per quanto non esplicitamente previsto, si rimanda a quanto prescritto dallo Statuto, dalla

 

normativa vigente e da tutta la Regolamentazione del CONI, incluso il Codice Etico e il

 

Codice di Condotta.

 

Il presente Regolamento, approvato dall’Assemblea dei soci entra in vigore il giorno 01/01/2025